Cartella stampa: checklist in otto elementi per un prodotto
Una checklist per la cartella stampa di un prodotto: otto elementi, la presentazione da scrivere per prima e i quattro punti in cui la cartella invecchia.

Una cartella stampa per un prodotto contiene otto elementi: un paragrafo di presentazione, i dati del prodotto, le biografie dei fondatori, i file del logo, gli screenshot, un comunicato con data, un contatto per i media e una sola pagina di download. Il test non è se la cartella sembra completa. Il test è se un giornalista riesce a scrivere una frase corretta sul prodotto senza mandarti una domanda.
Questo capitolo serve prima di pubblicare la pagina stampa, non dopo la prima richiesta. Alla fine resta una cartella che un’altra persona può usare da sola, con una data di revisione e un responsabile con nome.
Cosa mettere in una cartella stampa di prodotto
Gli otto elementi rispondono alle prime domande di chi scrive: chi sei, cosa fa il prodotto, chi lo guida, che aspetto ha, cosa è cambiato e chi contattare. Ogni elemento ha un solo compito. Se un file risponde a due domande, separalo.
| Elemento | A cosa risponde | Formato |
|---|---|---|
| Presentazione | Che cos’è l’azienda, in un paragrafo | Testo semplice, 80–120 parole |
| Dati del prodotto | Cosa fa, per chi, a che prezzo | 6–10 righe con etichetta |
| Biografie | Chi c’è dietro e perché | Una bio breve per persona |
| File del logo | Quale marchio deve usare il media | SVG e PNG, chiaro e scuro |
| Screenshot | Come appare il prodotto in uso | PNG a 2× |
| Comunicato | Qual è la notizia attuale | Un comunicato datato |
| Contatto media | Chi risponde alla stampa | Nome, email, fuso orario |
| Pagina di download | Dove si trova tutto insieme | Un URL stabile |
La pagina di download è l’elemento che si dimentica di contare. Una cartella inviata come allegato invecchia appena cambia un file. Una pagina può mostrare la data della versione e sostituire un file senza cambiare l’URL che il giornalista ha già salvato.
La checklist della cartella stampa in otto punti
Segui la lista in ordine, con una sola condizione di superamento per riga. Un’altra persona deve poter ripetere il controllo senza interpretare cosa significa “sembra a posto”. Usiamo questo ordine al 30 ottobre 2026.
| Punto | Condizione | Cosa si rompe |
|---|---|---|
| Presentazione | Ogni frase è ancora vera oggi | Un round o un numero di persone dell’anno scorso |
| Dati del prodotto | Prezzo, pubblico e piattaforma corrispondono al sito | La pagina prezzi è cambiata, la cartella no |
| Biografie | Nome, ruolo e un dettaglio verificabile | Un titolo che non corrisponde più all’azienda |
| Logo | SVG e PNG, chiaro e scuro, nomi chiari | Un PNG trasparente che sparisce sul bianco |
| Screenshot | Interfaccia attuale, nessun dato di terzi leggibile | Una vecchia dashboard con il nome di un cliente |
| Comunicato | Datato e ancora la notizia più recente | Tre comunicati senza dire quale sia l’attuale |
| Contatto | Una persona con nome che conosce il prodotto | Un indirizzo supporto che nessuno legge |
| Pagina di download | Un URL, ogni file si apre, data visibile | Un link a una cartella che chiede il login |
La prima riga è quella che fallisce in silenzio. La presentazione viene copiata di pagina in pagina, quindi un dato vecchio può sopravvivere in sei posti prima che qualcuno lo noti. Leggila come un’affermazione, non come testo di contesto.
Come montarla in sei passi
Fai i passi in ordine. I primi due decidono se il resto vale la pena; gli ultimi due decidono se sopravvive al prossimo cambiamento del prodotto.
- Scrivi prima la presentazione. Finisci quando un paragrafo nomina azienda, prodotto, pubblico e risultato, e ogni frase si può verificare su una pagina pubblica.
- Prendi i dati dal sito online. Prezzo, piattaforma, pubblico e data della versione vengono dalle pagine che vede un visitatore. Finisci quando cartella e sito dicono la stessa cosa, riga per riga.
- Chiedi a ogni fondatore un dettaglio verificabile. Un prodotto precedente, un ruolo rilevante, un intervento pubblico. Finisci quando un estraneo può confermarlo senza di te.
- Esporta i visuali nelle misure che servono a un media. Finisci quando il logo funziona su fondo chiaro e scuro e ogni screenshot mostra l’interfaccia attuale.
- Metti i file su una pagina con la data visibile. Finisci quando la pagina si apre senza login e ogni download restituisce un file, non un errore.
- Rileggi come farebbe un giornalista. Parti dalla pagina di download e prova a scrivere due frasi sul prodotto. Finisci quando non ti serve un’altra scheda.
Il sesto passo è l’unico test vero. Una cartella stampa non è finita quando la cartella è piena. È finita quando un’altra persona può usarla senza chiedere cosa significa un file. Tieni la lista abbastanza corta da ripeterla in una volta.
La presentazione viene prima della cartella
La presentazione è l’unico blocco che esce dalla cartella. Un redattore può citarla intera, prendere una frase o usarla per una didascalia. Scrivila come paragrafo autonomo, non come elenco di funzioni.
Nome azienda crea [prodotto] per [pubblico preciso]. Aiuta quel pubblico a [un risultato] senza [il costo abituale]. Fondata nel [anno], l’azienda ha sede a [luogo] e oggi conta [un fatto verificabile: fase, clienti, versione]. Contatto stampa: [nome], [email].
Il modello è sobrio di proposito. La guida di Google sui contenuti utili, consultata il 30 ottobre 2026, chiede se il lettore capisce chi ha creato la pagina e se il contenuto mostra conoscenza diretta. Una presentazione con un team reale e un fatto verificabile risponde alla prima domanda prima che la faccia il giornalista. La pagina è stata aggiornata il 5 ottobre 2026.
Tieni una sola versione canonica. Se il deck commerciale, il sito e la cartella stampa danno tre anni di fondazione diversi, il giornalista userà quello più facile da trovare e tu passerai la settimana a correggere.
Dove la cartella stampa invecchia
Si degrada in quattro punti prevedibili. Nessuno sembra rotto il giorno della pubblicazione, e una data con un responsabile basta a evitarli.
- La presentazione conserva un round chiuso due anni fa.
- La cartella del logo contiene ancora un marchio ritirato.
- Gli screenshot mostrano una dashboard che non esiste più.
- L’indirizzo media appartiene a una persona che se n’è andata.
Scrivi “ultima revisione” in cima alla pagina e il nome di una persona accanto. Una data senza responsabile diventa decorazione. Un responsabile senza data diventa ricordo.
Quando non vale la pena costruirla
Due casi sono comuni. Se il prodotto non è ancora disponibile e non c’è una storia pubblica, la cartella sarà piena di aggettivi: parti dalla pagina prodotto e dalla pagina chi siamo. Il secondo è un prodotto senza contatto media: una cartella che finisce in un modulo di supporto non serve a chi scrive con una scadenza.
Non sappiamo quanti giornalisti apriranno una cartella stampa, e questa lista non misura la copertura ottenuta. Non può nemmeno promettere che un media userà la presentazione o gli screenshot. Quello che può fare è togliere le domande che impediscono di scrivere una frase corretta.
Domande frequenti
Serve un URL dedicato?
Sì, se riesci a mantenere un URL stabile. Una pagina dedicata si collega meglio da un comunicato e si data meglio di un drive condiviso. Se il sito ha già un’area stampa, metti lì la cartella invece di creare un secondo posto.
Quanti screenshot servono?
Tre di solito bastano: una panoramica, un flusso centrale e un risultato. Oltre cinque la cartella diventa una galleria e rende più difficile capire quale sia l’interfaccia attuale. Ogni screenshot deve mostrare il prodotto, non un manifesto marketing.
La presentazione può essere la stessa della pagina chi siamo?
No. La pagina chi siamo può portare storia e tono; la presentazione deve sopravvivere a una citazione fuori contesto. Tieni i fatti identici e accorcia il testo. La guida alla pagina chi siamo copre la versione lunga.
Serve un comunicato in ogni cartella?
Solo se c’è un annuncio datato. Una cartella per un prodotto lanciato l’anno scorso può rimandare al comunicato di lancio e dirlo. Tre comunicati senza data sono più difficili da usare di uno datato con una riga “ultima notizia”.
Dove si colloca nel lavoro di promozione?
Dopo la pagina prodotto e il comunicato stampa, e prima di contattare un giornalista o inviare il prodotto a una piattaforma di lancio. La guida alle testimonianze fornisce la prova; la cartella fornisce i fatti intorno. Il flusso di creazione dei contenuti tiene questi elementi in un posto, con data e responsabile.
Una cartella stampa è un piccolo registro pubblico. Scrivi i fatti una volta, mettici la data e dagli un indirizzo che un estraneo può usare. La lista finisce qui.
Fa parte di del manuale di QueryWin · Livello 2


